Angeletti in questo particolare dramma descrive un Robespierre, vittima di se stesso e delle sue allucinazioni , un perfezionista che non perdona e non si perdona nessun errore, ma nello stesso tempo Maximilien è un uomo fragile , bisognoso di lodi e di affetto. Il Nostro, amato e temuto dal popolo ha come unico affetto la sensibilità di Éléonore e di tutta la famiglia Duplay che lo ospita e quello di sua sorella Charlotte, che tutta piena di se, non percepisce nulla né del padre della rivoluzione né della rivoluzione stessa: mentre il fratello Augustin chiamato in famiglia Bonbon al contrario di Maxime vive una vita dissoluta lontano dalle idee del fratello e degli eventi che caratterizzano il periodo storico : la trama tratta dell’ultimo periodo di vita della vita di Robespierre, un uomo vittima delle sue convinzioni e dei suoi tic nervosi e delle sue manie: il Nostro vive con il terrore di venire assassinato non solo dai nemici politici ma anche dai suoi stessi amici. Maxime è un uomo pentito della sua stessa inflessibilità, pentito per aver fatto condannare a morte il suo unico amico Camille e il suo più acerrimo non più amico fraterno Danton. … dalla creatività del dramaturg nasce un Robespierre in piena delirante depressione: molto umano e fragile : e molto lontano da come viene tramandato dalla storia … ma come sappiamo la storia la scrivono i vincenti.