Data pubblicazione
26-08-2026 13:39:00
Non c'è pace nel convento
Giuliano Angeletti
Nel monastero di Santa Penitenza, un luogo immobile da secoli, dove il tempo sembra essersi arreso e la vita scorre come acqua ferma, quattro suore vivono in un equilibrio fragile e ripetitivo: Suor Agnese, rigida come una regola; Suor Teodora, calma come un lago; Suor Beatrice, inquieta come un gatto; e Suor Isabetta, la più giovane, che porta negli occhi un’inquietudine che non sa ancora nominare. La Badessa, Madre Badessa Usimbalda, governa il monastero con disciplina ferrea e sospetto costante: nulla deve cambiare, nulla deve entrare, nulla deve turbare la quiete monastica. Ma il vento, un mattino, decide diversamente. Un colpo improvviso spalanca il portone del chiostro e, davanti alle suore attonite, appare un giovane svenuto, sporco di polvere, con un sacco sulle spalle e un volto che sembra uscito da un sogno proibito. Il suo arrivo è un terremoto: le suore oscillano tra paura, curiosità e un’attrazione che non sanno gestire; la Badessa sente odore di disordine; il monastero, per la prima volta, respira. Il giovane, una volta ripreso, rivela di essere in fuga da uomini che vogliono ucciderlo: ha visto un complotto, un furto di reliquie sacre, un segreto troppo grande per essere taciuto. Le suore, divise tra dovere e compassione e altro, decidono di nasconderlo. Da quel momento, il monastero diventa un teatro di travestimenti, inseguimenti, bugie improvvisate, pentoloni che parlano, statue che respirano, porte che sbattono, veli che volano. Madre Badessa Usimbalda, sempre più sospettosa, sente che qualcosa non torna: le suore sono troppo rosse in volto, troppo nervose, troppo vive. Ogni stanza diventa un campo di battaglia tra la sua disciplina e l’inventiva disperata delle suore, che nascondono il giovane nei modi più assurdi: dentro un pentolone, dietro un armadio, sopra una mensola, travestito da statua miracolosa. La tensione cresce fino al culmine: Usimbalda scopre il giovane, il monastero esplode in una fuga corale da Commedia dell’Arte, un carosello di corpi, veli, grida, inciampi, risate, panico e libertà. Il giovane riesce a scappare, grazie soprattutto a Suor Isabetta, che lo guarda andare via con un misto di dolore e rivelazione. Nell’epilogo, il monastero è lo stesso e non lo è più. Le suore ridono, la Badessa sospira, la campana suona da sola, e il velo di Isabetta vola nel cielo come un segno che nessuno osa interpretare. Il giovane è fuggito, ma ha lasciato un varco: una crepa luminosa nella pietra antica del monastero. La commedia si chiude con un’immagine sospesa: le suore in cerchio, la Badessa che finalmente ammette che il Signore ha più fantasia di loro, e Isabetta sceglie l’amore per il giovane lasciando i voti e preferendo affrontare la vita guardando per l’ultima volta il portone con un sorriso nuovo, come se sapesse che il mondo non finisce dentro quelle mura. Il vento, ancora una volta, entra nel chiostro. E porta con sé la promessa che nulla, davvero nulla, resta fermo per sempre.
commedia
italiano
2024
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Da 31 a 60 minuti
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5
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