Data pubblicazione
27-08-2026 12:56:00
Caterina e la notte dell’usignolo
Giuliano Angeletti
La pièce nasce dalla novella di Boccaccio, Caterina e l’usignolo, contenuta nel Decameron, la drammaturgia ne rielabora la trama in forma teatrale, adottando il voi tra gli interlocutori per restituire il respiro linguistico dell’epoca e la sua grazia cerimoniale. La storia segue la giovane Caterina, che desidera dormire sulla terrazza per ascoltare il canto dell’usignolo, e il giovane Ricciardo Manardi, innamorato di lei. Il padre, Messer Lizio da Valbona, uomo burbero solo in apparenza, tenta in ogni modo di impedire alla figlia di passare la notte all’aperto, mentre Madonna Raimonda, madre saggia e astuta, inventa mille scuse per placarlo e proteggere la serenità della fanciulla. La notte diventa teatro di sospetti, ombre, passi furtivi e timori paterni: Messer Lizio sale in terrazza deciso a sorprendere un misfatto, ma trova soltanto due giovani che parlano alla luna con innocenza e tremore. Il confronto all’alba tra Lizio e Ricciardo si apre con falsa rabbia e si chiude in dolcezza quando il padre scopre che il giovane è ricchissimo, figlio di un uomo che possiede vigne, poderi e mulini. La rivelazione scioglie ogni resistenza: anche il padre di Ricciardo aveva già acconsentito alle nozze, poiché la casa di Lizio è altrettanto prospera. Così la commedia si conclude, nel sorriso: due famiglie unite, due giovani promessi, un padre che si arrende all’amore, e un usignolo che canta come testimone benevolo. La novella di Boccaccio diventa qui un teatro di tenerezza, comicità e ingegno, dove il linguaggio dell’epoca restituito attraverso il voi, riporta in scena la delicatezza e la misura di un mondo che sa ridere, sospirare e perdonare.
commedia
italiano
2026
1
Da 31 a 60 minuti
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2
2
no
si