In una frenetica realtà contemporanea, Uccia e Giulio, una coppia travolta dal lavoro e dalle ambizioni professionali, si ritrova a dover gestire l'improvviso arrivo in casa di Gonde, l'anziana e "terribile" madre di lui. L'equilibrio familiare, già precario a causa di una figlia adolescente distratta e di una comunicazione inesistente, esplode in un vortice di equivoci esilaranti e situazioni paradossali. Tra rocambolesche visite al pronto soccorso, gravidanze inaspettate e una sfilata di stravaganti candidate badanti (dalla contessa decaduta alla russa tuttofare), la commedia scava con ironia e un pizzico di cinismo nel tema della cura degli anziani. Un testo dal ritmo serrato che alterna l'italiano a colorite sfumature dialettali, ideale per compagnie che cercano una storia corale capace di far ridere e riflettere, fino a un finale sorprendente che chiude un cerchio generazionale in cui tutti, prima o poi, rischiamo di trovarci. Note di regia: il copione offre opportunità di caratterizzazione grazie alle possibili diverse scelte linguistiche per i personaggi: italiano storpiato, dialetto stretto, italiano "aziendale", inflessioni dialettali. La scenografia richiede interni domestici e una sala d'aspetto; l'allestimento è versatile per diversi tipi di palco. Il testo è stato rappresentato dalla compagnia teatrale "Officina Teatrale Gonars"