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Premi sanzionatori e non

Caro Diario,

da quando ho spento la televisione per passare armi e bagagli alla radio, la mia salute ne ha tratto un netto giovamento; le immagini, la ripetizione ossessiva, reiterata, dalle medesime immagini, può fare molto, molto male: asteniamocene!
…a proposito di astensioni; tanta gente non è andata a votare, molta più gente ancora ci è andata, ma abbiamo una certezza: il potere non si asterrà dal governare (dal greco Kubernàn, pilotare la nave, a sua volta da Kubè, testa, anzi CAPO): non solo la politica (polis, la città) e l’economia (oikos, la casa), ma i nostri stessi corpi di uomini e – soprattutto – di donne. Il corpo è di nuovo centrale per l’ultima generazione di teatranti performer : corpi mutanti si sono visti al recente REACT! Residenze Artistiche Creative Transdisciplinari di Longiano.

Ci sono dei premi teatrali per così dire sanzionatori, che sottolineano un’eccellenza o una qualità peculiare già raggiunta (i premi UBU, gli Olimpici dell’ETI e molti altri) e ci sono premi propiziatori, maieutici, che hanno la specifica finalità di dare al nuovo e all’originale una chance per esprimersi accadere e rendersi visibile: la “famiglia” del Premio Riccione (con il Tondelli, il Trionfo del Concorso Italia e il TTV), il Premio Scenario, il Premio Tuttoteatro-Dante Cappelletti e qualcun altro.
Sia gli uni che gli altri sono - in diverso modo - utili (un Ubu può contare molto per il lancio di un giovane artista); i secondi, specie in un paese confuso, spaventato e ampiamente reazionario che in generale fa pochissimo per la ricerca (quart’ultimi nel mondo tra i trenta paesi più industrializzati dell’OCSE), sono semplicemente indispensabili.

Andiamo allora a vedere , per quanto riguarda il “ Riccione”, gli esiti:

Un mondo perfetto , di Sergio Pierattini, Premio speciale 2007 autoprodotto, è atteso al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari, ai primi di giugno mentre pare certo che ‘A sciaveca di Mimmo Borrelli (Premio Tondelli 2007) debutterà - per prodotto dal Teatro Mercadante di Napoli - al potenziato Festival di Spoleto il prossimo luglio: Ave Maria per una gatta morta di Mimmo Sorrentino, prodotto dal CRT di Milano, dopo aver debuttato al Salone Dini, verrà distribuita nella prossima stagione 2008/9: inizialmente progettato per una tenitura domestica, visto il successo tributato dal pubblico e dagli operatori questo ritratto della you tube generation (segnalato a Riccione 2007) andrà in tournèe.
A pochi anni dal successo di Natura morta in un fosso di Fausto Paravidino (Tondelli ’99 con 2 fratelli) è impressionante il cambiamento antropologico, biologico che si regista in uno scenario generale per il resto immutato: la provincia del Nord o – meglio - le grandi aree infraurbane della periferia contemporanea, tra pub tematici finto-irlandesi, outlet, shopping mall e ipermercati, (teatro dell’ultimo J.G Ballard di Kingdom Come/ Reynio a venire, scrittore qui forse non eccelso ma saggista a livello del Rem Kolhaas di Junkspace).
I grandi spazi post-urbani,le bonlieus, i non luoghi sono protagonisti dell’ultimo progetto di Motus e di X (racconti crudeli della giovinezza), visto di recente al Teatro della Fortuna di Fano, ma attivo già dallo scorso anno come presenze articolate alla Contemporanea di Prato, alla Biennale Danza e a Santarcangelo, per poi attraversare scenari analoghi in Francia e Germania.

Allora non va poi così male ? Tor Bella Monaca non è più da buttar via? ( A proposito di Tor Bella Monaca: mi diceva Umberto Orsini l’altra sera all’Astra di Bellaria ( Rimini) che La Ballata del carcere di Reading – il bellissimo lavoro con la grande, commovente Giovanna Marini - ; al teatro di Tor Bella Monaca ha fatto trenta spettatori: qualche problema organizzativo per il direttore Michele Placido?)
Se è vero, come spesso è stato vero, che le tragedie politiche producono grande teatro, dovremmo aspettarci meraviglie!

Niente scorciatoie autoconsolatorie, una forza che, nel teatro e fuori, nonostante tutto, r\esiste!

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