La guerra e la pace

Si è aperto il 30 settembre al teatro della Corte di Genova, rinnovando la collaborazione tra il Teatro Nazionale di Genova e gli Editori Laterza, il nuovo ciclo di “Lezioni di Storia”, cui un notevole successo era già stato tributato l'anno scorso. Tema del 2018 è “Romanzi nel tempo”, un tema affascinante che rinnova la suggestione di leggere la storia attraverso la letteratura, gli eventi dei tempi cioè attraverso le risonanze che di essi sono state raccolte e elaborate nei grandi romanzi che quelle stesse epoche hanno segnato e anche influenzato, se vogliamo, nella loro evoluzione. È un riscoprire, attraverso le loro risonanze e mutazioni letterarie, valori essenziali e profondità umane, anche squarciando talora le opacità che il semplice resoconto storico, spesso inevitabilmente, stende sulle vite che quei tempi hanno attraversato, sulla natura irriducibile delle scelte e delle esistenze che talora appaiono lontane dalla ribalta dei grandi avvenimenti ma che, scopriamo, ne sono spesso

ineliminabile componente.
Una formula che in fondo è simile ad una vera e propria “messa in scena” della storia e dei suoi accadimenti, che unisce il rigore della ricerca alla manipolazione estetica del romanzo, una manipolazione estetica che di quel rigore è il necessario corollario perché gli eventi ci appaiano nella loro profondità, nella loro necessaria prospettiva come appunto sul palcoscenico, sulla scena del mondo, del suo “dramma” e anche della sua “tragedia”.
Tutto questo ci ha suggerito la prima lezione tenuta dal Professor Alessandro Barbero, giustamente definito dalla presentatrice Tiziana Oberti una vera e propria “star” della storiografia contemporanea, lezione che ha analizzato le guerre napoleoniche attraverso la lente di ingrandimento di quell'immortale affresco narrativo che è stato ed è “Guerra e Pace” di Lev Tolstoj.
“Napoleone e l'arte della guerra a partire da Guerra e Pace di Lev Tolstoj” dunque, questo il titolo, una guerra di cui Tolstoj poteva parlare con grande consapevolezza per averla conosciuta e combattuta, ma in cui appunto gli indistinti movimenti delle truppe e delle nazioni rimangono sullo sfondo, mentre in primo piano emergono i sentimenti e le contraddizioni umane, sentimenti e contraddizioni che ci rendono così simili e che danno qualche volta anche ai più umili la dignità di un posto nella storia.
La guerra dunque come caos, cui solo gli stupidi pensano di poter opporre la razionalità di regole e ordini, di previsioni e disciplina, un caos che è specchio della nostra confusione, del baratro che improvvisamente può aprirsi nella nostra mente, che è specchio cioè dell'oscurità che talora ci prende e ci allontana.
Così le parole della narrazione possono ricucire la tela di azioni che altrimenti appaiono confuse e incomprensibili.
Una bella lezione di anti-retorica e di lucidità, che trascina quei sentimenti in lotta che abitano l'anima di ciascuno di noi, una bella lezione quella di Tolstoj e quella di Alessandro Barbero che se ne fa interprete.
Questo evento, che si ripeterà per altre quattro domeniche consecutive approcciando temi di grande fascino, è dunque un riscontro di come un grande teatro pubblico possa essere meritoriamente non solo un luogo di spettacolo ma anche un luogo di incontro e riflessione per la sua comunità.
Genova e i genovesi hanno risposto con una presenza veramente straordinaria di oltre 900 persone, nonostante il clima mite e soleggiato che avrebbe potuto attrarre verso ben altri ameni luoghi.

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