Pescheria Giacalone e figli

Una novità assoluta, un testo frizzante ed amaro, “Pescheria Giacalone e figli”, di Rosario Lisma presentato nella corte del Castello Ursino di Catania, in apertura della rassegna estiva del Teatro Stabile etneo, dedicata alla nuova drammaturgia e agli artisti in alta percentuale siciliani. Lo spettacolo di Rosario Lisma, attore, autore e regista nativo di Mazara, ma a diciotto anni fuggito a Milano, è un dramma travestito da commedia e vede al centro della vicenda quattro protagonisti, in una modesta famiglia siciliana e tradizionale, dove l’amore, l'abitudine, le tradizioni soffocano le iniziative, le energie dei giovani, tenendoli prigionieri della propria terra, tra porte e finestre ermeticamente chiuse e che tagliano fuori dal mondo, dai cambiamenti, dal progresso. E’ Alice, una dei quattro

protagonisti dell'amaro ed allo stesso tempo divertente testo, a domandarsi, a riflettere, su tante attuali questioni, che coinvolgono le famiglie, i giovani alla ricerca delle proprie aspirazioni e che si dibattono tra l'amore per la propria terra ed il desiderio di scoprire, altrove, nuovi orizzonti. “Almeno una volta nella vita, io credo, - riflette Alice, in scena, -ciascuno dovrebbe fermarsi. Sedersi da solo. Fare silenzio e rispondere a una domanda. Sto facendo ciò che devo? Almeno una volta. Sarebbe meglio farsi questa domanda più volte nel corso della propria esistenza. Scappare. Fuggire. Sono due parole così simili. Ma non esattamente sinonimi. Si corre via in entrambi i casi. Per salvarsi e non morire. Fuggire è evitare un pericolo imminente, probabile sì, ma non necessariamente in atto. Scappare è liberarsi da un dolore già in atto, provato e che si prova ancora, qui e ora".
Sulla scena (il claustrofobico interno di casa Giacalone) allestita da Vincenzo La Mendola, che cura anche i costumi, si sviluppa il conflitto della giovane bibliotecaria e aspirante giornalista Alice (l'intensa e grintosa Barbara Giordano), avvolta, soffocata, in una  gabbia familiare angusta e formata dalla autoritaria madre (la cattiva e divertente allo stesso tempo Lucia Sardo), che con tanto di sedia a rotelle rappresenta il tipico egoismo dei genitori, capaci di qualsiasi cosa pur di non perdere l'affetto, la vicinanza dei figli e dall’inetto fratello (un convincente Luca Iacono) che gestisce, in modo poco produttivo, la pescheria ereditata dal padre, afflitto da manie e paranoie.
Alice, che scrive in un blog, in attesa di una chiamata a Milano - la sua desiderata metropoli - dalla redazione del Corriere della Sera, conosce nel suo paese un neurologo milanese (interpretato dal rigoroso Andrea Narsi), trapiantato in Sicilia e che, attratto da lei, si prende cura della madre per starle vicino, ma il suo si rivela un amore egoista, molto simile a quello del fratello e della madre ed alla fine i tre nascondono ad Alice la proposta contratto del "CorSera" arrivata per posta da Milano. Riuscirà la giovane ed intraprendente bibliotecaria a tagliare la corda che la lega alla sua terra ed alla sua famiglia e, in nome del desiderio di emancipazione e realizzazione, a trasferirsi a Milano per fare la giornalista, spezzando così le catene di un amore egoista e malato?
"Pescheria Giacalone e figli" è uno spettacolo moderno, amaro e divertente, che convince il pubblico trascinandolo in mille riflessioni per le questioni sollevate e che indaga sui problemi della famiglia, del Mezzogiorno, della Sicilia, che si sofferma su quell’immobilismo, su quell’indolenza e quell’attaccamento morboso alla propria terra che finisce per soffocare ogni desiderio e tarpare le ali a molti giovani spesso costretti a vivere in ambienti, paesi, ambiti familiari claustrofobici, tra disillusioni e ricatti affettivi.
Un lavoro ben strutturato, quello scritto e diretto da Rosario Lisma, con l'assistenza di Gabriella Caltabiano, con le luci di Salvo Costa e che,  in circa 100 minuti, regala emozioni, sorrisi e riflessioni. Una rappresentazione, una storia siciliana che parla di amore ed egoismi, di ricatti e sogni di fuga, di desideri e di famiglia.
"Alla ma­nie­ra di Pi­ran­del­lo, - spiega l’autore e regista Rosario Lisma - il mio obiet­ti­vo è quel­lo di far ri­de­re e pen­sa­re: in que­sto modo la com­me­dia si pone nel sol­co del­la tra­di­zio­ne si­ci­lia­na, ma ha ve­na­tu­re rock con­tem­po­ra­nee. Per quan­to au­to­bio­gra­fi­ca, “Pesche­ria Gia­ca­lo­ne e fi­gli” non rac­con­ta solo la storia di una gio­va­ne si­ci­lia­na che vuo­le tra­sfe­rir­si a Mi­la­no per fare car­rie­ra, ma ri­flet­te una con­di­zio­ne uma­na che carat­te­riz­za la so­cie­tà at­tua­le”.

Pescheria Giacalone e figli
Testo e regia di Rosario Lisma
Con Lucia Sardo, Barbara Giordano, Andrea Narsi, Luca Iacono.
Assistente alla regia Gabriella Caltabiano
Scene e costumi Vincenzo La Mendola
Luci Salvo Costa
Audio Giuseppe Alì
Produzione Teatro Stabile di Catania
Castello Ursino di Catania - Dal 16 al 27 Giugno 2019
Rassegna "Estate Castello Ursino"

Foto Antonio Parrinello

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