Cabaret Ceronetti

«Chi era Guido Ceronetti? Nessuno lo sa, non è uno scherzo, non lo sa più nessuno o quasi. Del resto non lo sapevamo nemmeno noi». Parola di Corinna Agustoni ed Elena Callegari, le attrici-autrici che fino allo scorso 3 novembre hanno portato in scena al Teatro Elfo Puccini (corso Buenos Aires 33) un recital dedicato al grande scrittore. Però c’è recital e recital. Ceronetti fu il gran nume dell’inconsueto, forse poco capito, forse tutto da riscoprire. E non poteva essere da meno uno spettacolo dedicato alla rilettura dei suoi testi. La coppia Agustoni-Callegari si concentra sui “Deliri”, una raccolta di brevi componimenti a cavallo fra tonalità differenti, il surreale (dove Ceronetti è un maestro), il malinconico, il comico agro-dolce e il romantico. Le varie letture-interpretazione sono

frammezzate da scenette di pseudo-cabaret dove si ammicca al pubblico, si gioca e si intrattiene – da cui il titolo Cabaret Ceronetti – con la consapevolezza che il testo in sé e per sé non ha più senso se non è inserito in una cornice più ampia.
 I reading poetici sono tornati a nuova vita per svariate ragioni, la necessità dei teatri di far quadrare i conti, la cultura pop contemporanea così appassionata di brevità e lepida sinteticità, oppure quel gusto vagamente archeologico di rispolverare bei testi dalla soffitta della letteratura. Le formule più invalse optano per la ricostruzione biografica, come a voler immergere l’opera nella ricostruzione del personaggio (come negli emozionanti reading di Elio De Capitani) tra foto d’epoca, suoni, oggetti.
Agustoni-Callegari esplorano altre vie, dove dell’autore viene messo a fuoco poco, ma lo spettacolo vuole amplificare i toni e le atmosfere che proprio l’autore è stato capace di creare scrivendo.
E se nella vita conta il risultato, esso c’è ed è di sostanza nel caso presente. Se, a domanda diretta, quasi nessuno dichiara alle due attrici di aver letto Ceronetti, si esce con la curiosità di darci una sbirciatina per ritrovare proprio quelle fragranze diffuse per quei sessanta minuti di spettacolo.

da un'idea di Elena Callegari
con Corinna Agustoni   Elena Callegari
luci Giacomo Marettelli Priorelli
suono Gianfranco Turco
si ringraziano Elisabetta Faleni e Matteo Pennese
produzione Teatro dell’Elfo

Foto Laila Pozzo

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