La cena delle belve

Nell'ambito della stagione di prosa dello "Stabile” di Catania, il Teatro Verga ha ospitato l’intrigante e coinvolgente pièce “La cena delle belve” di Vahè Katcha, scrittore armeno-francese, autore di ben 25 novelle e soprattutto di famose sceneggiature cinematografiche.  Lo spettacolo, nella versione italiana curata da Vincenzo Cerami e con l'elaborazione  drammaturgica di Julien Sibre, si avvale della regia associata di Julien Sibre e Virginia Acqua ed il titolo della pièce è più che appropriato in quanto dall'intreccio e nel finale sette amici si trasformano in belve.  Sulla scena, in due atti di grande qualità, si alternano momenti di alta tensione a momenti di risate e divertimento con un cast all'altezza che dipinge con crudeltà e ironia il meglio e il peggio dell’animo umano nel periodo della grande guerra.  Protagonisti della vicenda sono sette amici, riuniti a cena in un appartamento di un palazzo nella Roma del 1943, per festeggiare il compleanno di Sofia (Marianella Bargilli), moglie del proprietario romano di una prestigiosa biblioteca Vittorio (Carlo Lizzani). Gli invitati sono Andrea, un affarista collaborazionista (Maurizio Donadoni) e un medico con simpatie verso i

tedeschi (Gianluca Ramazzotti), Pietro ex-combattente cieco di guerra (Alessandro D'Ambrosi) , Vincenzo ambiguo professore di Lettere e Filosofia (Emanuele Cerman) e Francesca, giovane vedova tentata dalla Resistenza (Silvia Siravo). Massimiliano è l’unico assente tra gli amici.
La serata viene interrotta dall'irruzione, in casa, del comandante nazista Her Kaubach delle SS (Ralph Palka) alla ricerca di due ostaggi da prendere in consegna per la rappresaglia susseguente all’assassinio, avvenuto proprio quella sera davanti al palazzo, di due ufficiali tedeschi. Il cinico Kaubach che conosce il padrone di casa, per cortesia lascia agli stessi sette amici la scelta di decidere i due che, tra loro, dovranno offrirsi come ostaggi. E nelle due ore, concesse dal colonnello per decidere, succede di tutto: vengono fuori rancori e invidie mascherati dall'ipocrisia, meschinità, opportunismo, tradimenti, menzogne e un cieco istinto di sopravvivenza: la moglie del padrone di casa si scopre poco virtuosa, il medico si scopre tutt'altro che efficiente, affiorano barlumi di omosessualità nella vita del professore. Cadono, in pratica, le  maschere dell’apparenza ed affiorano i veri volti, si mostrano il carattere e la psicologia dei personaggi e tutti, per salvare la pelle, sono disposti a tutto e, nonostante l’inaspettato finale, niente potrà più essere come prima. Spettatori in disagio quando la vicenda si dipana in un crescendo di tensione, alleggerita da un azzeccata humour ed ognuno, seduto in poltrona, si rivede in uno dei sette amici chiedendosi: “ma io al loro posto cosa avrei fatto?”.
Lineare, scorrevole, nelle quasi due ore di durata, la regia di Julien Sibre e Virginia Acqua, le scene e i costumi sono, rispettivamente, di Carlo De Marino e Francesca Brunori e ricreano perfettamente l’atmosfera anni Quaranta. Il disegno luci di Stefano Lattavo, i disegni animati e le proiezioni sullo sfondo di Cyril Drouin, in bianco e nero e dai tratti decisi, coinvolgono lo spettatore su ciò che succede fuori dalla finestra dell’appartamento, volutamente chiusa e ben oscurata.  Lo spettacolo è una coproduzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano e Ginevra Media Production.
Affiatato e brillante l’intero cast, capace di tenere alto il ritmo della vicenda: dal medico interpretato da Gianluca Ramazzotti nella sua controversa debolezza, al piglio del professore Vincenzo, interpretato da Emanuele Cerman, dal cieco Pietro reso da Alessandro D’Ambrosi all'inquieto Vittorio di Carlo Lizzani, dall'affarista Andrea di Maurizio Donadoni al cinico comandante Kaubach (Ralph Palka) fino alle due determinate figure femminili, Sofia e Francesca, rese con grande vigore da Marianella Bargilli e Silvia Siravo.
Spettacolo molto applaudito dal pubblico in sala, coinvolto dall'inizio alla fine da una vicenda, da un testo, che fa davvero riflettere e che si colloca nell’ambito del teatro d’impegno civile e delle opere sulle tragedie dei totalitarismi del Novecento.

La cena delle belve
di Vahé Katcha
Elaborazione drammaturgica di Julien Siebre
Versione italiana di Vincenzo Cerami
Regia associata Julien Sibre e Virginia Acqua
con Marianella Bargilli, Emanuele Cerman, Alessandro D’Ambrosi, Maurizio Donadoni, Carlo Lizzani, Ralph Palka, Gianluca Ramazzotti, Silvia Siravo
Scene di Carlo De Marino
Costumi di Francesca Brunori
Disegno luci di Stefano Lattavo
Coproduzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano e Ginevra Media Production
Stagione Teatro Stabile di Catania - Teatro Verga - 19-24 Novembre 2019

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