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Una giornata particolare del danzatore Gregorio Samsa

Chiunque abbia letto “La Metamorfosi”, il celeberrimo racconto di Franz Kafka del 1915, ricorderà che alla piacevole percezione della brevità e della compiutezza di questo capolavoro si accompagna, invariabilmente, la percezione chiarissima della vertiginosa densità metaforica e simbolica di cui esso è intessuto globalmente e in ogni suo segmento. Una vertigine che rende molto difficile la traduzione di quest’opera nel linguaggio teatrale o, più genericamente, nel linguaggio, complesso, della perfomance d’arte dal vivo. Val la pena di usare questa definizione aperta, seppure un po’ generica, per descrivere il lavoro realizzato da Eugenio Barba (il leggendario maestro italo-norvegese, allievo di Grotowskij, che oggi si rimette in gioco sulla scena) insieme con Lorenzo Gleijeses che è il protagonista in scena e con Julia Varley (anche lei storica protagonista dell’Odin Teatret). Un lavoro che già nel titolo sembra puntare maggiormente ai territori della danza e in ogni caso, fedele all’impostazione

artistica di Barba, riserva alla dimensione corporale e dinamica della perfomance un un’attenzione quasi ossessiva. Si tratta di “Una giornata particolare del danzatore Gregorio Samsa” che, nel contesto di una lunga tournee, è in scena nella Sala Streheler del Teatro Biondo di Palermo dal 16 e fino al 31 ottobre.
Non un semplice passaggio dal linguaggio letterario a quello della scena, ma una decisa riscrittura (e coraggiosa più di quanto appaia) che conserva la vertiginosa, labirintica complessità del capolavoro kafkiano e anzi la rilancia assumendone il nucleo centrale (il senso della metamorfosi bestiale) come nucleo concettuale che può vivere autonomamente e non aderire necessariamente al plot narrativo dell’opera letteraria. In Kafka Gregorio Samsa è un modesto agente di commercio, qui è un danzatore che prova e riprova ossessivamente, guidato da un maestro severo, i segmenti di una sua prossima coreografia. Provare e riprovare, rigorosamente, segmento dopo segmento, movimento dopo movimento, gesto dopo gesto. Provare e riprovare, continuamente, facendosi attraversare dai pensieri e dalle angosce della quotidianità, dalle ferite della relazionalità (il rapporto col padre autoritario, quello con la moglie, le responsabilità), dallo smarrimento di una interiorità che Kafka immagina palesarsi nella forma ripugnante di uno scarafaggio. Provare e riprovare e affinare continuamente il training corporale, approfondire senza stancarsi o, meglio, mettendo la stanchezza al servizio della ricerca della propria essenza più autentica già dentro i confini del corpo.
Dove sta quindi la vertigine? Sta nell’accorgersi che ogni ripetizione, reale o potenziale che sia, non è mai un’azione identica alla precedente ed anzi apre varchi di senso e svela un frammento di quell’alterità che ogni uomo porta in sé, di quell’“altro” inconoscibile, spaventoso e, nella sua sostanza assoluta, “perturbante”. Ecco dove si colloca la forza visibile eppure misteriosa di questo spettacolo ed ecco dove colpisce il pubblico: il rigore assoluto e ossessivo nella ripetizione delle partiture coreografiche porta il protagonista a una percezione sempre più chiara dell’inconoscibilità di ciò che, al contrario, vorrebbe conoscere. È chiaro (e si avverte nettamente) che siamo nell’area concettuale della più raffinata cultura novecentesca (psicanalisi, antropologia, antropologia teatrale), ma è chiaro altresì che siamo di fronte a un paradosso archetipico che ci aggredisce e ci riporta allo spavento di Edipo quando finalmente riconosce la mostruosità della sua stessa essenza.

Teatro Biondo Palermo, Sala Strehler, dal 16 al 31 ottobre 2021.
Una giornata particolare del danzatore Gregorio Samsa
regia e drammaturgia Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses e Julia Varley con Lorenzo Gleijeses. Musiche originali e partiture luminose di Mirto Baliani, oggetti coreografici di Michele Di Stefano, consulenza drammaturgica di Chiara Lagani, scene di Roberto Crea, voci off di Eugenio Barba, Geppy Gleijeses, Maria Alberta Navello, Julia Varley. Assistente alla regia Manolo Muoio. Produzione Teatro Biondo Palermo e Gitiesse Artisti Riuniti in collaborazione con Nordisk Teaterlaboratorium

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