Favola

È brillante e scoppiettante, senza mai scadere nell’eccesso di una comicità facile, la Favola che Filippo Timi ha portato in scena al teatro Quirino, nella tappa romana di una lunga tournée. Totalmente a suo agio nei panni di Mrs Fairytale, l’attore non concede nulla alla volgarità, per regalare al suo pubblico una performance pulita e da ricordare. Trasformista, ironico ed elegante, Timi scivola nel suo personaggio dominando la scena che divide con i bravi Lucia Mascino e Luca Pignagnoli. Mrs Fairytale, sempre alle prese con il suo cagnolino, e Mrs Emerald (Lucia Mascino) sono amiche dall’infanzia e passano molto tempo insieme, a parlare di mariti, di amanti (possibili), di bambini in arrivo e di problemi quotidiani della loro vita casalinga. Ma le due donne sono troppo piene di sé per riuscire a comunicare, anche perché, come dice Mrs Fairytale, sono convinte che un’amica deve saper nascondere le verità più dolorose, per esempio quando scopre che l’altra viene tradita dal marito. Il rapporto tra le due donne è destinato ad evolvere in modo inaspettato, perché, come recitano le note di regia, si troveranno a condividere un grande segreto. In realtà l’anticipazione è riduttiva rispetto allo svolgimento della storia, ma evitiamo di dilungarci sulla trama, per non rovinare l’effetto sorpresa su cui lo spettacolo punta molto. Nel salotto rosa della protagonista, arredato con mobili vintage, una radio diffonde la musica di Elvis Presley e di Doris Day. A sottolineare l’ambientazione anni Cinquanta, oltre ai costumi degli interpreti (svolazzanti quelli di Mrs Fairytale-Timi, sexy e fascianti quelli dell’amica), sono le réclame di Carosello, che scandiscono le scene dello spettacolo, mettendo in cortocircuito il teatro con la televisione. Non mancano poi gli ammiccamenti al cinema, cui l’interpretazione di Timi sembra rimandare continuamente (almeno da Hitchcock a Dustin Hoffman). Ma è al teatro e al suo linguaggio che l’attore pensa, quando canta e balla en travesti, divincolandosi agilmente sui tacchi a spillo con tratti di una femminilità spontanea, pur nella sua evidente comicità. La maschera esalta una recitazione centrata sul corpo (e la danza esalta questa sensibilità) in cui la tentazione drag queen è potenziata dagli stessi temi transgender della commedia. Ed è proprio nel gioco tra maschile e femminile che si costruisce il rapporto tra Mrs Fairytale e Mrs Emerald, in cui gli opposti si confondono e le apparenze si rivelano ingannatrici. Alla femminilità grottesca della prima corrisponde una virago energica e irosa, cui si aggiungono le diverse sfumature del maschile messe in scena dai tre gemelli interpretati da Luca Pignagnoli. Il comico si declina nelle sue componenti di base, tra ambiguità, fraintendimenti ed immancabili colpi di scena, per dar vita ad un testo che funziona e che non perde ritmo. E se non ci stupisce affatto l’entusiasmo del pubblico al termine delle due ore, ci meraviglia l’energia con cui Timi, che sembra divertirsi moltissimo, abita il palcoscenico fino all’ultimo minuto.



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