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Articoli e interviste

Ravenna tra Dante e Verdi

Forse definirle coincidenze, se non nel senso freudiano che ne sottolinea più la causalità che la casualità, non è del tutto corretto, piuttosto esiti contestuali e ravvicinati di un comune sentire, di una trama di relazioni culturali che si organizza nella reciproca indipendenza ma quasi guardandosi negli occhi ed ascoltandosi gli uni con gli altri. Così la “Trilogia d'autunno” di Ravenna Festival ha esordito il 23 novembre con il “Nabucco” al Teatro Alighieri mentre non si spegne l'eco che il “Va Pensiero” di Marco Martinelli e del teatro delle Albe/Ravenna Teatro ha prodotto e rinnova ad ogni tappa della sua tournée in giro per questa nostra complicata Italia. Sovrapposizioni e suggestioni forse, ma certo è che il capolavoro verdiano nasce da una situazione personale di forte difficoltà, che quasi provocava l'abbandono dell'allora giovane Giuseppe Verdi, ed in un contesto storico e sociale di grande sofferenza, lacerato tra desideri di liberazione e rinnovamento e le catene di una oppressione

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Intervista a Elio Gimbo

Il regista catanese Elio Gimbo del Centro teatrale Fabbricateatro, che opera nella Sala Giuseppe di Martino, a Catania, ha voluto inaugurare la nuova stagione di prosa - che include cinque lavori - con l’atto unico “Il Dottor Di Martino è desiderato al telefono”, un omaggio al regista a cui Fabbricateatro ha intitolato la sala al chiuso, ovvero Giuseppe Di Martino, storico direttore della scuola per attori “Umberto Spadaro” di Catania. L'idea dello spettacolo ruota attorno al secondo de “I dialoghi mancati” di Antonio Tabucchi, infatti un anno fa con “Alla fine del tempo” il regista Elio Gimbo ha lavorato al primo dei dialoghi e quest'anno voleva chiudere anche questo cerchio.  La pièce, sulla scena di Bernardo Perrone, vede protagonisti Sabrina Tellico, Cinzia Caminiti, Daniele Scalia e Salvatore Pappalardo, con le musiche originali cantate da Cinzia Caminiti. In scena tre artisti di strada: una cantante, un'attrice/attore ed un anziano mandolinista cieco impegnati a trovare le parole

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Aung San Suu Kyi alla Sala Apollo 11

In occasione del passaggio in tournée a Roma del Teatro delle Albe con il loro “Va Pensiero”, è stato programmato nella sala dell'Associazione Culturale Apollo 11 il film di Marco Martinelli “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi” tratto, o meglio ispirato e trascritto, dalla omonima drammaturgia tuttora nella programmazione del Teatro delle Albe. La proiezione, giovedì 15 novembre, è stata preceduta da una interessante introduzione/presentazione che ha visto la presenza del  regista Marco Martinelli, di due delle protagoniste Ermanna Montanari (che come noto è anche co-ideatrice del film) e Sonia Bergamasco, nonché, quale coordinatore, del critico e studioso Emiliano Morreale. È stata una occasione importante per ragionare sulla trama estetica del film, nelle sue assimilazioni e nelle sue differenze con la drammaturgia, e insieme discutere, aggiornandolo, dell'impatto latamente politico che la narrazione ha avuto e ha anche sul dibattito che si è sviluppato in Italia intorno alla figura del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, soprattutto dopo la sua liberazione, l'elezione e la sua nomina nel governo del paese. Una parte dei convenuti, infatti, si è soffermata sulle polemiche

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Ibsen a Genova

La scrittura di Ibsen, credo sia universalmente conosciuto, è una specie di sonda quasi eterodiretta ovvero involontaria che percorre una strada tutta sua all'interno dall'anima dell'umanità, anzi è una sorta di scandaglio che talora intercetta, oltre ogni barriera difensiva soggettiva o collettiva, il fondo limaccioso di quella stessa anima e delle mille e singolari vite che da essa si distaccano per farvi inevitabile ritorno. Scrisse infatti lo stesso Ibsen: “Farò posare i miei contemporanei, uno per uno, davanti al mio obiettivo. Ogni volta che mi batterò in un'anima degna di essere riprodotta, non risparmierò né un pensiero, né una fuggevole intenzione, appena mascherata dalla parola.” Non fa eccezione questo John Gabriel Borgman, uomo singolare e drammaturgia tra le più conosciute e

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Residenze "Dello Scompiglio"

Protetta dalla colline che circondano Lucca è nata, e da qualche anno si sta sviluppando con sempre maggiore visibilità, una iniziativa culturale, la definirei anzi un vero e proprio progetto di estetica, che mescola e sovrappone con sapienza natura e cultura, arti performative, figurative e teatro di ricerca. Sto parlando della “Tenuta dello Scompiglio”, che si dipana tra agricoltura sostenibile e riqualificazione paesistica dalle profonde radici esistenziali, e al cui interno l'omonima Associazione Culturale progetta e sostiene, si sarebbe detto una volta ma il termine mecenatismo non sembri superfluo o superato, lo sviluppo dell'arte come contesto del vivere e come modo del conoscere non solo sé stessi ma anche ciò che appare attorno a noi. Strano e non abituale forse, ma certamente interessante, e con un certo fascino che discende da un contesto che potremmo niccianamente definire inattuale ma insieme così paradossalmente contemporaneo e forse anche necessario.

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Al Teatro Gerolamo

Vale la pena recarsi in questo piccolo Teatro milanese, da poco restituito alla città, anche solo per il percorso che si può fare a piedi, scendendo alla fermata della metropolitana Linea Rossa, Duomo. Piazza Duomo, Museo del Duomo, Palazzo Reale, Museo del Novecento e, deviando leggermente a sinistra, il Santuario di San Bernardino alle Ossa, (Chiesa cattolica del XIII secolo che ospita un ossario con affreschi contornati da teschi e ossa umane). Un percorso storico in un contesto cittadino multietnico dove la storia si fonde con proposte culturali innovative e originali come la nuova fontana del Megastore Apple nella piazza Liberty una cascata scenografica di acqua su un prisma di vetro alto 8 metri con la Mela stampata sul lato. Una pianificazione urbanistica che ha permesso di tenere uniti centro e periferie, infatti gli oneri di urbanizzazione andranno in massima parte (3,8 milioni) al Piano Periferie, mentre 800 mila euro saranno destinati alla riqualificazione della vicina via Ragazzi del 99. Un progetto che lega quartieri differenti della città, così ha commentato sui social l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran. È un piacere passeggiare in queste vie camminando con il

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