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Articoli e interviste

Intransito 2017

Il teatro è assediato, il teatro è in crisi, sono questi i ritornelli che si ripetono e ormai rimbombano nelle orecchie degli operatori e degli artisti, con un rumore di fondo da cui è difficile liberarsi, difficile ma necessario. Perché, a mio avviso, è proprio il paradigma che sottintende quelle affermazioni, apparentemente banali ed evidenti ma in realtà man mano indotte da interessi che le prescindono, a renderle pervasive, e il paradigma è, in fondo, proprio l’economia e l’economicità (il “denaro”) che, nella nostra società, tutto pervade rendendo maledettamente difficile che nascano, anche a teatro, nuove e diverse ‘visioni’. Dunque ben vengano occasioni in cui e con cui combattere e, chissà, anche sconfiggere il paradigma economico che ci frena e ci soffoca, occasioni in cui la gratuità dell’arte e del teatro, la sua non-economicità, addirittura la sua anti-economicità, ci permettano di guardarci dentro e recuperare una umanità in fondo mai perduta. INTRANSITO, festival teatrale promosso dal

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L'ITE e il musical fantasy

L'ITE, Istituto teatrale europeo, è una bella realtà con sede a Roma ma anche a Firenze e Palermo, nata a Milano 44 anni fa grazie a Mariagiovanna Rosati Hansen, attrice, regista e Art Theatre Counsellor. In questi anni l'istituto è divenuto un centro di eccellenza per la formazione nelle Arti Terapie Espressive e Centro di Preparazione Professionale per l’Attore ed il regista teatrale, fornendo servizio fisso di Counseling per gli studenti e gli insegnanti accreditato dal Miur. L'Istituto gestisce anche un piccolo teatro nel quartiere San Lorenzo di Roma, fianco a fianco con gli edifici dell'Università La Sapienza. Accanto all'attività di Alta formazione realizza progetti di scambio internazionale, come il recente progetto triennale con la Polonia, e produce spettacoli. L'ultima produzione, che ha debuttato a Roma nel bellissimo Teatro Greco alla fine di ottobre, rappresenta uno sforzo produttivo piuttosto importante. Si tratta di una rivisitazione musical-fantasy, come definito dalla stessa regista

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Il teatro di parola 4: Mauro Avogadro

Attore, regista, pedagogo generoso e seguitissimo, Mauro Avogadro ha lavorato per anni accanto a Luca Ronconi, condividendo e testimoniando i capisaldi di quel  teatro di parola che si definiva man mano nel laboratorio di  Prato fino a diventare la sua cifra distintiva.  Forse non lo sanno gli ostinati amanti della parola ben detta, ma gli devono molto.  Il suo capillare lavoro di resistenza, il suo sano proselitismo con i giovani allievi, dalla scuola del Teatro Stabile di Torino a quella dell’Inda di Siracusa fino al Piccolo di Milano, senza tralasciare i laboratori monografici che molti ex allievi gli affidano qua e là in giro per l’Italia,  fanno di Avogadro un benefico untore, portatore di un seme che quando attecchisce ci fa ben sperare. “Anche se io gli allievi li tratto da attori”. Chi vuole vedere come ‘tratta’ gli attori, vada a vedere come se la cavano Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice in Copenaghen, lo spettacolo dal testo di Michael Frayn di cui Avogadro è regista,

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Il successo di Glob(e)al Shakespeare

Volge al termine il grandioso progetto del Teatro Bellini di Napoli che, fortunatamente, ha messo d’accordo pubblico, critica, studiosi e addetti ai lavori, trasportando gli spettatori all’interno del vortice teatrale in scena sul palcoscenico trasformato. Come abbiamo descritto accuratamente, sin da giugno scorso, la platea e la scena del teatro napoletano sono state modificate per avvicinarsi alle fattezze del Globe Theatre londinese. Il susseguirsi di spettacoli, due per ogni replica, tra tragedie e commedie, ha reso possibile la presenza di un numeroso ed eterogeneo pubblico che ha apprezzato costantemente, anche ad ottobre, i risultati che ha ottenuto il Teatro Bellini. Il progetto volge al termine, per ora, cioè conclude le sue ultime repliche e spinge il pubblico ad un ulteriore tour de force, ossia la lunga maratona che vedrà in scena, dal 24 al 26 ottobre, tutti i sei spettacoli shakespeariani che ci hanno accompagnato dalla conclusione della precedente stagione teatrale,

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Fuori luogo 2017-18

Sabato 14 ottobre è iniziata la settima stagione di Fuori Luogo frutto, come per il passato, della collaborazione tra Renato Bandoli, Andrea Cerri e Michela Lucenti ciascuno portatore di uno sguardo sul teatro autonomo eppure straordinariamente coerente l’uno con l’altro a ennesima riprova che, dicendola alla Totò, il totale a Teatro fa più della somma. Negli spazi ex Fitram, uno dei luoghi appunto riconquistati alla comunità teatrale di La Spezia, hanno presentato la stagione Renato e Andrea, Michela essendo impegnata a Berlino con un suo nuovo lavoro. È appunto questo nuovo spazio che dà il segno di una persistente volontà di apertura di Fuori Luogo, a fisica evidenza di un continuo procedere, passo dopo passo, oltre le continue difficoltà economiche, verso una dimensione nazionale per una associazione teatrale ancora giovane ma che, in questa nuova stagione con molti lavori al “femminile”, porterà importanti voci drammaturgiche a confrontarsi con una comunità in difficoltà ma

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Romeo e Giulietta ovvero la perdita dei Padri

Dodici ragazzi fanno rivivere un testo. Alcune città italiane danno la voce. Shakespeare rivive ancora. La storia di Romeo e Giulietta passa in secondo piano: i padri e i figli giocano la partita della loro vita. Il progetto della compagnia BIANCOFANGO arriva a Napoli, sul palcoscenico del Piccolo Bellini, mentre nella sala più grande risuonano i toni danteschi e apocalittici del “Giulio Cesare” di Fabrizio Sinisi e quelli più leggeri de “La commedia degli errori” nella riscrittura della compagnia Punta Corsara. Le parole shakespeariane riecheggiano all’interno del Teatro Bellini di Napoli ormai da tempo, ed anche la sala del Piccolo sembra non essere da meno. Il titolo esatto di questo spettacolo, prodotto dallo stesso Teatro Bellini e da Fondazione Teatro Napoli, in scena dal 10 al 15 ottobre, è: “ROMEO E GIULIETTA, ovvero la perdita dei Padri | prove di drammaturgia dello sport con gli adolescenti”. Titolo così lungo per un progetto di altrettanta durata, iniziato due anni fa a Roma

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