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Articoli e interviste

La formazione del nuovo pubblico

Storicamente il teatro e lo spettatore nascono insieme, anzi si può dire che, a partire dalla tragedia greca, il teatro nasce dallo spettatore, nel senso che fu lo stesso spettatore, allora il cittadino della polis, a promuoverlo, talché, anche etimologicamente, è nella presenza stessa di chi guarda l’essenza del fare teatro. Eppure paradossalmente è proprio questa la domanda che percorre il teatro italiano contemporaneo: cos’è, o meglio chi è lo spettatore? E perché si è allontanato dal teatro fino a farci temere la sua estinzione e con essa la consunzione del teatro stesso come fenomeno vivo e fecondo, e non solo come residuo quasi museale? Ma soprattutto come recuperarlo al teatro rispristinando un circolo virtuoso con la società?

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Intervista a Elio Gimbo

“La Compagnia Fabbricateatro compie 25 anni e mentre i teatri a Catania chiudono noi, al contrario, apriamo la nuova sala Giuseppe Di Martino, in via Caronda 82-84”.
A parlare è Elio Gimbo, attore, regista catanese e fondatore del gruppo Fabbricateatro che  in occasione dell’apertura, il 9 Marzo, del nuovo spazio e residenza artistica della compagnia, racconta del suo gruppo e del nuovo spettacolo “Il Principe”. “La nostra sala di via Caronda, a Catania, - spiega Gimbo - rappresenta uno strumento di precisione grazie al quale l’acciaio liquido del teatro e il bronzo fuso del pensiero ci consentono di procedere ad una rigorosa analisi intima, uno spazio dove l’immateriale diventi materia

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Intervista a Tatiana Olear e Manuel Renga

Uomini e donne che strisciano in mezzo a un campo con il mitra in pugno, trascorrono minuti interminabili, con la faccia nel fango oppure nascosti fra spighe di grano in attesa del nemico. Mirare puntare, fuoco... Niente paura è solo un gioco. Un mercato che non conosce crisi: i giochi di guerra. Non esistono cifre ufficiali, ma secondo alcuni dati circa mezzo milione gli italiani, almeno una volta nella vita vestono i panni di militari per provare le emozioni della guerra. Call of Duty - Fake Version (in scena al teatro Libero dal 13 al 19 marzo) riflette su queste nuove tendenze e racconta anche i conflitti attuali. L’autrice e regista dello spettacolo, Tatiana Olear e Manuel Renga, ci raccontano come nasce questo

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Intervista a Beppe Navello

Beppe Navello, regista che come un antico comédien ha vissuto buona parte della sua vita artistica tra l’Italia e la Francia, è il fondatore e direttore di Teatro Piemonte Europa, già “Teatro Stabile di innovazione” e dal 2015 “Teatro di Rilevante Interesse Culturale”, e del Festival “Teatro a Corte” che in estate anima per un mese le dimore sabaude che circondano Torino. È a Genova per la prima nazionale del suo ultimo spettacolo che corona un percorso, artistico ed estetico insieme, intorno al teatro settecentesco indagato con sguardo anticipatorio di una italica contemporaneità in persistente sofferenza. Parliamo di “Una delle ultime sere di Carnovale” di Carlo Goldoni, terza stazione dopo “Il divorzio” di Vittorio Alfieri e “Il trionfo del dio denaro” di Pierre de Marivaux. Uomo di teatro disincantato e intellettuale molto attento alla evoluzione del pubblico o dei pubblici che hanno

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La diaspora del dramma

Si è chiusa la settimana delle memoria che, raccolta attorno all’immagine tragica di quel 27 gennaio del 1945 quando le truppe sovietiche liberarono Auschwitz, ci richiama al dovere di non dimenticare ciò che la caduta della mente e dello spirito umano può fare ed evocare. La Shoah, non solo ma anche tutti i genocidi “minori” solo per numero di vittime che accompagnarono la soluzione finale ebraica, da quello dei Sinti a quello dei malati e degli handicappati, fu un evento complesso che tocca ancora oggi tutti gli aspetti del vivere e del convivere umano. Non solo dunque quelli politici, sociali ovvero psicologici, ma anche e forse innanzitutto ciò che chiamiamo “cultura”, quell’insieme cioè di

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Sul cuore della terra

La terra in questione è quella siciliana ed il cuore citato rappresenta l’essenza più profonda di luoghi, armonie, essenze, immagini e profumi,  che riemergono  fortemente attraverso le parole di uno degli interpreti italiani più acclamati: Luigi Lo Cascio. Evento unico quello che si è svolto presso il palcoscenico del Teatro Bellini di Napoli, il 20 gennaio, a cura dell'Associazione “A Voce Alta”, “Laterzagorà Napoli” e dello stesso teatro, e che ha visto la presenza di numerosi spettatori, accorsi ad ascoltare l’attore siciliano, ormai conosciuto anche dal grande pubblico televisivo e cinematografico. Lo Cascio ha scelto una silloge di poesie firmate da autori siciliani del Novecento, inserendo non solo i grandi nomi del passato, ma anche quelli dei contemporanei:  Gesualdo Bufalino, Giuseppe Bonaviri, Salvo Basso, Angelo Maria Ripellino, Angela Bonanno, Ignazio Buttitta,

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