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Articoli e interviste

Il Globe Theatre a Napoli

Accettiamo volentieri l’invito rivolto dall’ufficio stampa del Teatro Bellini. Ad attenderci, nella zona “Sottopalco” del foyer del teatro, una tavola rotonda, attorno a cui siedono alcuni dei principali giornalisti e critici teatrali, napoletani e nazionali. Questa piccola conferenza stampa a porte chiuse ne annuncia un’altra, che si svolgerà prima dell’inizio della nuova stagione teatrale, quando le porte del Teatro Bellini saranno aperte anche agli artisti e agli spettatori che vorranno conoscere meglio la ricca stagione 2017-2018. Cercheremo, quindi, di non svelare i nomi di coloro che vivranno i due palcoscenici di questo teatro, ossia la sala storica e l’Auditorium, quest’ultimo da sempre ricordato per gli allestimenti e le produzioni legate alla drammaturgia contemporanea e alle nuove compagnie. Anche questa tendenza si modificherà, poiché il Piccolo Bellini ospiterà non solo la nuova

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Life festival

Torna “Life Festival” a Genova per una settimana circa dal 6 al 14 maggio, torna ad incuriosire ed interrogare una città e con essa una intera comunità sulle diversità, anzi, poiché diversità mi sembra una parola ormai politicamente abusata, sulla varietà e variabilità della vita e dei modi di essere vissuta intimamente, identitariamente ma soprattutto nella relazioni con gli altri, nella percezione cioè che gli altri hanno di noi e di quella che noi, attraverso i loro occhi, abbiamo di noi stessi. Ospite è ancora una volta il Teatro della Tosse che offre i suoi spazi e le sue sale ad una serie di performance drammaturgiche di notevole interesse, questa volta però affiancato da altre realtà culturali della città, quali “Circuito Cinema Genova”, “Altrove Cinema Teatro” e la “Biblioteca De Amicis, oltre naturalmente a quella galassia di realtà associative che si occupano e si preoccupano dei problemi di

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Un dramaturg e Pirandello

Ovvero come e quando Roberto Latini approda e si insedia alla villa degli Scalognati protetto solo dalla forza della parola, attrezzata come una lancia e incastonata come pietra preziosa e poetica nella corazza drammaturgica. Così, il nostro, ingaggia una lotta serrata, una guerra quasi universale direi, con “I Giganti della Montagna” ultima incompiuta dello scrittore agrigentino, e con il suo testo poliforme che coglie nella trasfigurazione mitopoietica l’esito inevitabile di una meta-teatralità che si appoggia sulle apparenze, unica realtà possibile (nel teatro) e sincera di un esistere alla perenne ricerca di una identità possibile e condivisa. E Latini riesce appunto a farlo con la sola forza della parola scenica che, sorretta dal suo corpo recitante teso e mutevole quasi in perenne fuga, occupa e costruisce la scena sgombra da equivoci, mentre articola, trasportata dal suo stesso suono e

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La corte dei miracoli

LA CORTE DEI MIRACOLI compie ancora miracoli a Milano, ha una lunga storia, nasce nel 1975 grazie all’entusiasmo e alla passione per il teatro del regista e autore Luigi Chiarelli. Chiarelli dirigerà questo spazio per otto stagioni, ospitando innanzitutto spettacoli di teatro d’avanguardia. La Corte diviene presto anche sede di un’intensa attività culturale che tocca diversi generi artistici: musica classica, lirica, ma anche di jazz, country, blues, ragtime; arti espressive: danza, mimo, marionette e magia, trovano casa. Sono presentate mostre d’arte, esposizioni di quadri, sculture, fotografie, oggetti d’antiquariato. Si tengono corsi di drammatizzazione, animazione musicale, ginnastica ritmica, mimo, e il Comune di Milano organizza lezioni di ecologia, sessuologia, parapsicologia. La sede ospita anche una piccola libreria. A partire dal 1984, con la gestione di Renato Converso, la Corte è palestra di tanti comici e scuola di nuovi talenti che, insieme a personaggi consolidati, Flavio Oreglio, ma anche il Mago Forrest, Giacomo Poretti e Marina Massironi (del

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Nekrošius mette in scena Kafka

Un invito a cena, dal palco. Si incita il pubblico: <<la cena è pronta!>>.  Cominciamo a scorgere i sopratitoli in italiano. L’attrice si aggira nervosa sul palcoscenico, invitandoci ad andare verso di lei, ripetendo che la cena è pronta. Nessuno spettatore si alza, nonostante ci sia a disposizione una scaletta che collega il proscenio alla platea. Non esiste quarta parete né divisione, neanche immaginaria: lo spettacolo non prevedere la semplice visione o condivisione, bensì una profonda partecipazione attraverso cui la platea è parte integrante del quadro scenico, testuale e allegorico. La pietanza apparirà. O meglio, è già lì, pronta per essere sbranata. E di belve parliamo, di quella pantera in gabbia che immagineremo in tutto il suo splendore, proprio alla fine di questo racconto: stiamo infatti parlando di narrazione letteraria, trasmutata e trasportata sul palcoscenico. Un breve

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La resilienza delle donne

Ho visto un “verso” camminare, un di-verso andare...dove? A Milano nella Casa delle Artiste. Un’associazione culturale e di promozione sociale. Dal giugno del 2014 l’associazione gestisce lo spazio del Comune di Milano, in Via Magolfa 32, che ospita la ricostruzione della camera da letto di Alda Merini. In questo piccolo spazio, nasce un progetto interessante a cura di Diana Battagia e Ave Comin, una rassegna teatrale e di performance di arti visive per riflettere sulle violenze di genere, sulla resilienza delle donne. Partendo da una figura esemplare Alda Merini più volte internata al Paolo Pini di Milano, in un periodo in cui la legge italiana affidava al marito la scelta di decidere sulla salute della propria moglie. Si parla quindi di sofferenza, di resistenza e resilienza delle donne. La rassegna (promossa con il patrocinio e contributo di Consiglio Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, Comune di Milano Municipio 6, partecipazione di Extrabanca), prevede diverse performance di resistenza teatrale, artisti indipendenti che operano anche in

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