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Articoli e interviste

Della morte e del morire

Nella coincidenza con la XV Giornata Del Contemporaneo, manifestazione nazionale promossa da AMACI e dedicata all'arte contemporanea, e quasi al termine del progetto biennale (Settembre 2018 – Dicembre 2019) dedicato alla morte e al morire, di cui abbiamo già trattato in queste pagine, il gruppo “Dello Scompiglio” sollecita il suo pubblico con iniziative dedicate  che appunto proseguono e integrano quel suo più ampio progetto. Se la morte ed il morire continuano necessariamente ad accompagnarci consueti nel tempo collettivo e nelle storie personali, nel linguaggio al contrario si è come verificata una cesura che li allontana dalla percezione e dal discorso di sé, amputando quasi la vita stessa di qualcosa di essenziale che può renderla meglio percepibile, più a fondo comprensibile e soprattutto finalmente giudicabile e così a disposizione nostra e della collettività, piccola o grande non importa, che ci guarda e che ci riguarda. Recuperare al linguaggio il senso della morte attraverso l'elaborazione estetica nelle più diverse forme e attraverso la prassi artistica nei suoi molteplici e anche contraddittori esiti ci sembra quello che guida la ricerca, che

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Tramedautore 2019

Settembre, si torna dalle vacanze e riaprono le scuole, a Milano, invece, andiamo un po’ vacanza... grazie a Tramedautore e Mare Culturale Urbano. (direzione artistica Angela Lucrezia Calicchio e Michele Panella) Il festival internazionale della nuova drammaturgia è una delle più importanti vetrine per la scrittura teatrale contemporanea. Dal 13 al 22 Settembre 2019 al Piccolo Teatro Studio Melato, Teatro Grassi e Chiostro Nina Vinchi abbiamo viaggiato fra spettacoli, conferenze, incontri con autori e seminari di drammaturgia. Quest’anno lo sguardo del festival era rivolto ai confini «…siamo obbligati a decidere se il confine è limen o limes, soglia o barriera, luogo dove ci trinceriamo o dove arriva lo sguardo, la volontà e il desiderio» (Massimo Cacciari) Ogni cultura è “in movimento” e il teatro è una finestra alta che ci spinge a guardare in alto, verso il cielo, oltre i muri, per creare e condividere nuovi linguaggi. Mare culturale urbano ha accompagnato Tramedautore,

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Festival Opera Prima 2019

Sul finire della stagione, quando già, pronte, si intravvedono le prime rappresentazioni autunnali dei teatri cittadini, Opera Prima da un paio di anni, per fortuna e soddisfazione degli amanti del teatro 'nuovo', ma anche di quello 'vecchio', è tornata ad occupare il suo spazio ed il suo tempo particolare e anche molto singolare a Rovigo, ove la Compagnia del Lemming che l'organizza e lo produce vide la luce. Un tempo suo proprio, dunque, ed un luogo singolare che, in un certo senso, ne è un plusvalore, consentendo forse quello sguardo tutto particolare e accogliente che riesce spesso a superare i limiti, talora angusti, della semplice rassegna per diventare condivisione non tanto, o non soltanto, di un progetto e di una tensione, quanto anche, e soprattutto, di una suggestione.
È un festival in effetti, come recita il suo stesso nome, votato prima alla esplorazione e poi alla scoperta di nuovi talami e poi nuove culle del fare teatro, oltre e altrove, oltre l'oblio e la disattenzione e

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Conversazione con Dacia Maraini

Dacia Maraini è figura che ha poco o punto bisogno di presentazione. Scrittrice poliedrica dallo straordinario rigore e dall'altrettanto straordinaria apertura intellettuale, può essere definita personalità trasversale della cultura italiana. Tanto sia dal punto di vista storico e biografico, essendone stata protagonista importante in molte stagioni e in molti passaggi, sia dal punto di vista  della espressività e della creatività, che si dipanano tra poesia e romanzo, tra saggistica e teatro. A quest'ultimo riguardo, che più ci è vicino, va ricordata la fondazione nel 1973 del “Teatro della Maddalena” gestito e diretto da sole donne. Per quella esperienza scrisse alcune delle sue drammaturgie più note, quali “Maria Stuarda” e “Dialogo di una prostituta con il suo cliente” che ebbero forte impatto non solo letterario. Quel luogo e quella iniziativa furono l'apertura a sensibilità femminili in ruoli, come la regia e la drammaturgia, in cui erano state fino ad allora praticamente assenti. Quasi tutte le sue opere

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Il teatro sull'acqua

Arona, sponda piemontese del Lago Maggiore. Dacia Maraini ha proposto e ispirato, dal 3 all'8 Settembre, la IX edizione del festival ideato insieme a Luca Petruzzelli, che dal 2014 si battezza “Il Teatro sull'Acqua” (con il bel esergo “Rendere possibile l'inaspettato”) e che, infine, ha come filo conduttore di questa edizione la poesia. Un Festival dunque eterodosso o meglio dall'ispirazione plurima, ma riconducibile in fondo alla comune partecipazione alla parola, in cui il teatro è parte promotrice di una sensibilità più vasta cui il segno estetico e letterario di Dacia Maraini conferisce una unità percettiva e artistica quasi inaspettata, una armonia paradossale nell'epoca delle esasperate specializzazioni. L'acqua ne è dunque l'orizzonte e la poesia una sorta di bussola, che ci guida tra apparizioni performative del teatro di figura, tra la fantasia del teatro di strada e l'estetica dello spettacolo di drammaturgia, mentre la letteratura si incarica, o almeno tenta, di riportare il mondo che ci

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Terreni creativi festival 2019

Decima edizione, tradizionale appuntamento di Agosto nella piana di Albenga, curioso incontro di realtà e teatro, irrigato dall'intelligenza e dalla sensibilità di Kronoteatro, una delle poche innovative realtà teatrali del comprensorio, riconosciuto dal Mibac come “Impresa di Produzione Teatrale” nonché ospite con il “Trittico della Resa” alla quarantaseiesima edizione della Biennale Teatro di Venezia, e del suo ideatore    Maurizio Sguotti che ne è, insieme, direttore artistico ed organizzativo. A “Terreni Creativi” infatti hanno cominciato a guardare con attenzione alcune delle più interessanti esperienze italiane che lo percorrono e ripercorrono trovandovi, credo, un luogo capace di stimolarne efficacemente e di saggiarne idee e suggestioni. Ma questo è lo spirito del Festival che abbiamo scoperto negli anni e di cui già abbiamo scritto a lungo. Anche quest'anno dunque si sono alternati eventi e spettacoli complessivamente interessanti, pur con occasionali perplessità, in un contesto, peraltro, forse meno omogeneo di altre edizioni ma con la capacità di lanciare sguardi in mondi estetici contrapposti e anche contraddittori quasi a rappresentare quella certa confusione

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