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Articoli e interviste

Fuori luogo 2017-18

Sabato 14 ottobre è iniziata la settima stagione di Fuori Luogo frutto, come per il passato, della collaborazione tra Renato Bandoli, Andrea Cerri e Michela Lucenti ciascuno portatore di uno sguardo sul teatro autonomo eppure straordinariamente coerente l’uno con l’altro a ennesima riprova che, dicendola alla Totò, il totale a Teatro fa più della somma. Negli spazi ex Fitram, uno dei luoghi appunto riconquistati alla comunità teatrale di La Spezia, hanno presentato la stagione Renato e Andrea, Michela essendo impegnata a Berlino con un suo nuovo lavoro. È appunto questo nuovo spazio che dà il segno di una persistente volontà di apertura di Fuori Luogo, a fisica evidenza di un continuo procedere, passo dopo passo, oltre le continue difficoltà economiche, verso una dimensione nazionale per una associazione teatrale ancora giovane ma che, in questa nuova stagione con molti lavori al “femminile”, porterà importanti voci drammaturgiche a confrontarsi con una comunità in difficoltà ma

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Romeo e Giulietta ovvero la perdita dei Padri

Dodici ragazzi fanno rivivere un testo. Alcune città italiane danno la voce. Shakespeare rivive ancora. La storia di Romeo e Giulietta passa in secondo piano: i padri e i figli giocano la partita della loro vita. Il progetto della compagnia BIANCOFANGO arriva a Napoli, sul palcoscenico del Piccolo Bellini, mentre nella sala più grande risuonano i toni danteschi e apocalittici del “Giulio Cesare” di Fabrizio Sinisi e quelli più leggeri de “La commedia degli errori” nella riscrittura della compagnia Punta Corsara. Le parole shakespeariane riecheggiano all’interno del Teatro Bellini di Napoli ormai da tempo, ed anche la sala del Piccolo sembra non essere da meno. Il titolo esatto di questo spettacolo, prodotto dallo stesso Teatro Bellini e da Fondazione Teatro Napoli, in scena dal 10 al 15 ottobre, è: “ROMEO E GIULIETTA, ovvero la perdita dei Padri | prove di drammaturgia dello sport con gli adolescenti”. Titolo così lungo per un progetto di altrettanta durata, iniziato due anni fa a Roma

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I sacchi di sabbia

Il teatro popolare e la commedia dell’arte escono dai sacchi della memoria e riprendono vita e forma nella poetica scenica dei SACCHI DI SABBIA. La compagnia nata a Pisa nel 1995, si è distinta sul piano nazionale, ricevendo importanti riconoscimenti per la ricerca improntata nella reinvenzione di una scena popolare contemporanea. Si oscilla tra comico e tragico, dando vita ad un linguaggio contaminato fatto di arti visive, danza, musica, tutto in luoghi performativi inconsueti, e sempre con uno sguardo vivo e attento al territorio. Approdano a Milano al teatro Gerolamo, teatro storico recentemente restituito al pubblico in tutta la sua bellezza. Quattro spettacoli in tre giorni e una mostra: SSSHHH… I POP-UP TEATRALI. In cui è possibile ammirare i loro libri scenici. Si comincia con I 4 MOSCHETTIERI IN AMERICA - Radiodramma animato dapprima realizzato per Radio 3 all’interno del progetto Radio Days di Santarcangelo ed ora realizzato in forma di spettacolo per i bambini,

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Romeo e Giulietta al bar

Nella contemporaneità interattiva, che viaggia in rete e pur sapendo tutto di tutti praticamente non si conosce, anche la ricerca teatrale si trasforma ed il gruppo di ricerca che animava gli ormai lontani anni 70 diventa una start up culturale il cui progetto, meglio, la cui mission è riportare il teatro e la letteratura dove si sono perdute e a quelli che sembrano, forse più per colpa del teatro che loro, averle perdute. Questo è “Tournée da Bar”, anzi #tournéedabar, una impresa culturale che da qualche tempo si insinua, si infiltra quasi clandestinamente nei cosiddetti luoghi della aggregazione giovanile, ma non solo, si getta nelle onde della movida metropolitana per portare “dove meno te lo aspetti” il teatro ed i suo classici, a partire dall’indefettibile Bardo. Ma quello che più sorprende è che questo infiltrarsi in luoghi inaspettati e questo insinuarsi in menti solo all’apparenza ad altro votate e

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Margot Galante Garrone

Abbiamo scelto di parlare oggi, a più di un mese dalla sua morte, di Margot Galante Garrone non solo perché con l’autunno la rivista ritrova gran parte dei suoi lettori ma anche, e forse soprattutto, perché l’omaggio ad una vita intensa e ricca di arte come la sua non fosse solo frutto di una, triste, occasionalità. Un po’ di distanza è sempre utile, infatti, per mettere meglio a fuoco un percorso esistenziale che ha, incastonato nella passione per la musica colta e popolare, il gioiello di una esperienza teatrale (“Il Gran Teatrino. La fede delle femmine”) forse poco nota e certamente sottovalutata. Nata in una famiglia di intellettuali tra le più note d’Italia, si avvia alla musica e con Michele Straniero, Fausto Amodei e

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Fitfestival

LAC Lugano, una suggestiva struttura architettonica che si affaccia su una grande piazza e oltre la piazza il lago e oltre il lago i monti e chissà... Arriviamo a Lugano verso il tramonto ci accompagna Renata Viola (ufficio stampa) una giovane donna: tutto un sorriso, un’armonia. È bello parlare anche di chi, da dietro le quinte gestisce la difficile e articolata macchina di un festival internazionale, soprattutto per l’argomento trattato: la bellezza. «Viviamo in un mondo che assomiglia sempre più all’inferno. Noi, cittadini non alla ricerca di un paradiso perduto, ma uomini che tentano di ricostruire il presente.» Con queste significative parole Paola Tripoli, direttrice artistica dell’evento, presenta la ventiseiesima edizione del Festival. C’è bisogno di uno sguardo diverso che tenga conto della bellezza, che sia in grado di ricomporre le fratture fra pubblico privato, un nuovo

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