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Articoli e interviste

La resilienza delle donne

Ho visto un “verso” camminare, un di-verso andare...dove? A Milano nella Casa delle Artiste. Un’associazione culturale e di promozione sociale. Dal giugno del 2014 l’associazione gestisce lo spazio del Comune di Milano, in Via Magolfa 32, che ospita la ricostruzione della camera da letto di Alda Merini. In questo piccolo spazio, nasce un progetto interessante a cura di Diana Battagia e Ave Comin, una rassegna teatrale e di performance di arti visive per riflettere sulle violenze di genere, sulla resilienza delle donne. Partendo da una figura esemplare Alda Merini più volte internata al Paolo Pini di Milano, in un periodo in cui la legge italiana affidava al marito la scelta di decidere sulla salute della propria moglie. Si parla quindi di sofferenza, di resistenza e resilienza delle donne. La rassegna (promossa con il patrocinio e contributo di Consiglio Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, Comune di Milano Municipio 6, partecipazione di Extrabanca), prevede diverse performance di resistenza teatrale, artisti indipendenti che operano anche in

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Billy Budd marinaio

Il Teatro Stabile rinnova anche quest’anno, in un’unica serata il 18 aprile, l’ospitalità alla compagnia teatrale dei reclusi della casa circondariale di Genova Marassi, compagnia non a caso auto battezzatasi “degli scatenati”. Lo fa accogliendo al Teatro della Corte una interessante drammaturgia in forma di musical tratta dall’omonimo romanzo di H. Melville e costruita su suggestioni che rimandano al rapporto contrastato tra bene e male e alla struttura piramidale di quel potere analogamente coercitivo e reclusivo che la nave ben rappresenta. In quel mondo oscuro Billy Budd è paradossalmente buono, di una bontà inaccettabile e anche pericolosa per il potere e così quello stesso potere ne decreta la morte

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Alla ricerca di Dioniso

A latere dell’ottava edizione del Festival “Testimonianze Ricerca Azioni” del genovese Teatro Akropolis si è tenuta a Palazzo Ducale una due giorni, il 13 e 14 aprile, di studi per  Giorgio Colli a cent’anni dalla nascita. Sono intervenuti con loro relazioni studiosi di varie estrazioni ma tutti accomunati dall’interesse profondo per l’opera del filosofo e storico ormai universalmente conosciuto per la sua opera di riedizione ed esegesi degli scritti di Friedrich Nietzsche, studi in sodalizio con Mazzino Montinari che hanno avuto il merito riconosciuto ed encomiabile di sottrarre il filosofo tedesco ad inappropriate sovrapposizioni frutto di una cattiva coscienza e di una ideologicamente prevenuta espunzione del suo

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Giuliano Scabia il poeta che ha reinventato il teatro

I poeti sono come bambini quando siedono alla scrivania non toccano con i piedi per terra. (Stanislaw Jerzy Lec) Si dice che i poeti conservano l‘infanzia nel cuore. Per alcuni è così. Scabia è uno di questi. Come un fanciullo racconta le sue avventure teatrali fatte di passeggiate lungo il corso dei fiumi, per le vie delle città, nelle coorti, nelle cascine, sugli Appennini mentre combatte contro i draghi o va a cavallo... La poesia di Giuliano Scabia è poesia senza aggettivi, è vita che si fa poesia. L’incontro con il drammaturgo presso la scuola Paolo Grassi di Milano è stato promosso dall’associazione “Ateatro” Un’associazione culturale fondata da Mimma Gallina, Anna Maria Monteverdi e Oliviero Ponte di Pino, nata dalla necessità di promuovere «Cultura teatrale, tanto in termini artistici/estetici, che politico/organizzativi, attraverso ogni forma che favorisca lo studio, la ricerca, la sensibilizzazione nei confronti dello spettacolo e delle arti in generale». L’incontro si inserisce nel ciclo di appuntamenti de “L’anello mancante” dedicato alla memoria del teatro del

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Un suono ancestrale, spiazzante eppure riconoscibilissimo come il ritmo della vita che ci accompagna dal momento stesso del suo apparire, richiama gli sguardi e le menti di chi affolla il viale che porta al teatro Rasi, in Ravenna. È il battito del cuore di Ermanna Montanari rapito a sé stesso e donato, come quel sorriso che talora si accende sul suo volto, a quegli astanti incerti e ancora fermi nel guado apparentemente facile e poco profondo che separa la sorpresa dall’entusiasmo. È il cuore di Ermanna rapito da uno strano apparecchio e donato, così com’è, alla forza della musica, una musica che quel ritmo comanda mentre si mescola a lontane e sconosciute voci, timbri sonori di danze consumate in un altrove che è altrove di tempo e altrove di luogo ma che ora è così straordinariamente vicino, anzi improvvisamente “dentro” di noi. Poi la torcia portata dalla mano di Ermanna

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La formazione del nuovo pubblico

Storicamente il teatro e lo spettatore nascono insieme, anzi si può dire che, a partire dalla tragedia greca, il teatro nasce dallo spettatore, nel senso che fu lo stesso spettatore, allora il cittadino della polis, a promuoverlo, talché, anche etimologicamente, è nella presenza stessa di chi guarda l’essenza del fare teatro. Eppure paradossalmente è proprio questa la domanda che percorre il teatro italiano contemporaneo: cos’è, o meglio chi è lo spettatore? E perché si è allontanato dal teatro fino a farci temere la sua estinzione e con essa la consunzione del teatro stesso come fenomeno vivo e fecondo, e non solo come residuo quasi museale? Ma soprattutto come recuperarlo al teatro rispristinando un circolo virtuoso con la società?

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