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Esercizi di distruzione. L’importanza di chiamarsi Erostrato

Tommaso Urselli

Chi è l’io narrante del titolo? Un amante deluso un prete mancato un guerriero sconfitto un poeta incompreso un creativo frustrato. O forse tutte queste cose insieme. Dice di ispirarsi a Erostrato. Per chi non sapesse chi è: fate finta di niente, lui potrebbe arrabbiarsi! E ripetere il gesto che più di duemila anni fa lo rese famoso: bruciare il tempio di Efeso, una delle sette meraviglie al mondo. Non perché fosse un piromane, no; così, giusto per fare un po’ di luce in una giornata grigia, farsi vedere un po’! Perché la visibilità è importante. E se con la creazione non la si ottiene, il nostro è pronto a creare la distruzione.
L’ossessione per la fama - questo il tema di cui la figura di Erostrato, che ci piace immaginare come un artista concettuale ante-litteram, si fa portatrice - e la ricerca dei mezzi per ottenerla. Ma se duemila anni fa creare la distruzione fu un atto di estrema originalità, oggi dovrebbe affrontare una concorrenza molto agguerrita; e forse non gli basterebbero i 15 minuti di celebrità di Andy Warhol, qualche foto su Facebook, un filmato su Youtube… Bisogna pensare molto più in grande! Erostrato è tornato per realizzare il grande progetto finale.

dramma

italiano

2009

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Da 31 a 60 minuti

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LagoPremio Lago Gerundo. Testo pubblicato su Sipario n. 758

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